Considerazioni sul Decennale CBV

 

Gennaio 2009
Considerazioni sul Decennale del Comitato di Bioetica per la Veterinaria 

Cari soci di Asetra,
un nuovo anno inizia con molte nuove domande piuttosto che molte risposte e nuovi capitoli si aprono; bene così, le scintille della curiosità e della conoscenza mettono germi che espandono e infettano le menti, creando epidemie memetiche altamente stimolanti che ci impediscono di rinchiuderci dentro le nostre confortevoli sicurezze per costringerci ad affrontare sempre nuove sfide intellettuali, a volte agevoli, più spesso impegnative se vogliamo, parafrasando le considerazioni della fine 2007, “bere a fondo al fonte Pierio”.
 ASETRA  è nata col proposito di tutelare le relazioni con gli animali cercando di approfondire sempre di più lo studio del loro comportamento anche e soprattutto per meglio comprendere i loro bisogni fondamentali:
 non dimentichiamo mai questi principi guida del percorso intellettuale che stiamo percorrendo insieme come un gruppo di compagni. A proposito di questi principi abbiamo partecipato il 17 Dicembre u.s. alla giornata di commemorazione del Decennale del Comitato di Bioetica per la Veterinaria, ospitata nella bella sala del Cenacolo in Vicolo Valdina a Roma.

La mattina è stata dedicata ad interventi di vari relatori sull’opportunità delle considerazioni nell’ottica bioetica nella professione veterinaria, dati anche gli evidenti conflitti con i quali il Medico Veterinario deve confrontarsi, primo fra tutti quello tra clinico degli animali d’affezione, per il quale l’individuo è tutto, e clinico degli animali da reddito, per i quali il benessere e la buona salute del singolo sono funzione della sua trasformazione in alimenti per l’uomo.
Ha aperto i lavori l’intervento del Sottosegretario Francesca Martini, il cui Ministero patrocinava l’evento, che ha ricordato le molte attività nelle quali la commissione da Lei stessa istituita si sta impegnando a favore degli animali, scontrandosi quotidianamente con certe posizioni ottuse come quella di trenitalia, che tutti conosciamo. Ricordiamo tra l’altro che ASETRA è presente come componente fissa della suddetta commissione.
Sono seguiti i saluti dell’On. Mancuso, di Gaetano Pinocchio (Presidente FNOVI) e Marco Melosi (Vice-Presidente ANMVI), Donatella Loni (Ordine dei Medici Veterinari di Roma) quindi i membri del Comitato di Bioetica per la Veterinaria hanno espresso le loro opinioni sul passato e sul futuro prossimo; opinioni necessariamente pluralistiche dato che, per definizione, il Comitato s’intende formato da menti di diversissima estrazione, alcuni di loro sono filosofi, il cui punto di vista riserva e merita riflessioni originali rispetto a quelle cui siamo avvezzi.
Appartenenti alla filosofia morale sono appunto Luisella Battaglia, Simone Pollo e Barbara De Mori, da tempo coinvolti in argomentazioni di pertinenza veterinaria: le loro disamine sono state molto apprezzate. Il presidente del Comitato Nazionale di Bioetica, Francesco D’Agostino, ha aperto gli occhi, per così dire, alla platea, sull’importanza di una biogiuridica che possa tradurre le esigenze bioetiche in concrete realtà; la mancanza di attenzione da parte del legislatore tende infatti a mantenere su un piano esclusivamente filosofico le osservazioni prodotte dalle riflessioni dei comitati che restano solo opinioni o tutt’al più, suggerimenti. Questo intervento è stato illuminante.
Il Presidente del CBV, Pasqualino Santori, ha focalizzato l’attenzione sui conflitti anche etici che le figure professionali operanti nella filiera alimentare incontrano nel quotidiano: quelli del Medico Veterinario, quelli dell’allevatore e quelli della società nella quale queste figure devono muoversi: non dobbiamo mai dimenticare che in questo mondo consumistico, le nostre scelte diventano determinanti sull’offerta del mercato e se il mercato chiede carne a basso, bassissimo costo, questo si ripercuoterà drammaticamente sulla qualità della vita che sarà garantita agli animali, bovini, suini o volatili che siano.

 

Un maggior valore alla carne in quanto legata alla vita dovrebbe essere la prima preoccupazione del consumatore consapevole e occorre aumentare sensibilità e empatia per orientare verso scelte eticamente sostenibili. Il fast-food (carne a minimo costo d’acquisto ma con un grande costo morale) non può essere una soluzione accettabile; anche chi non compie la scelta vegetariana dovrà accettare di mangiare carne molto più di rado e pagandola molto di più, sapendo che questo garantirà agli animali da produzione una vita alquanto più dignitosa.

 


Il pomeriggio è stato invece dedicato a un argomento specifico, cui il CBV si è interessato già da qualche tempo e al quale ASETRA è orgogliosa di aver partecipato attivamente: il Maltrattamento Genetico dei cani.
La sottoscritta è stata invitata dapprima a sottoporre documentazione idonea a descrivere il problema ai membri del comitato stesso e quindi, avendolo ritenuto di interesse, a introdurlo alla sala con l’intervento iniziale del pomeriggio, cui è seguita una tavola rotonda alla quale hanno partecipato diversi dei suoi componenti. La tavola rotonda, presieduta da Pasqualino Santori, è infine culminata con la lettura, ad opera di Simone Pollo, del documento approntato dal CBV dal titolo Le Razze Canine Sofferenti: proposte per un caso emblematico.
Questi interventi hanno avuto tenore differente, espressione delle diverse impostazioni dei relatori e vanno da quelli di Eugenia Natoli e Silvana Diverio, impostati su considerazioni etologico-evolutive, a quello di Dino Marafioti, di Radio Radicale, sulla comunicazione, a quello di Gianluca Felicetti, animalista. Enrico Alleva (ISS), sottolineando le molteplici dimensioni delle intime relazioni che intrecciamo con i nostri animali domestici, ha proposto un convegno sui rapporti fra uomini e cani e fra cani e uomini, che si profila intrigante già nell’impostazione della tematica. E’ intervenuta anche la cinofilia sportiva, rappresentata da Clemente Grosso (ENCI Piemonte) che ha portato il punto di vista dell’allevatore interessato sì ai cani di razza, ma anche e soprattutto a cani sani e di buon carattere, idonei a essere compagni e pronto a superare eventuali fasi difficili che le varie popolazioni razziali possano incontrare con rigore e competenza.

 

La mia opinione è che l’esposizione dell’argomento sia stata apprezzata dalla platea e che il pensiero di ASETRA sia pervenuto ai presenti, dando un contributo efficace alla comprensione di questioni altamente tecniche che difficilmente vengono portate all’attenzione del pubblico e, anche quando accade, appare improbabile che ve ne sia una lettura non superficiale. Occorre invece che informazione e divulgazione vengano incrementate a tutti i livelli se vogliamo, ancora una volta, stimolare scelte consapevoli da parte di tutti quelli coinvolti nella nascita e nell’adozione dei cuccioli  appartenenti alle razze  “vulnerabili” o perché estreme nella morfologia o perché derivanti da popolazioni numericamente molto ridotte. Occorre poi sempre e comunque ricordare che, per qualunque razza, l’allevamento “in batteria” come avviene nelle cosiddette fabbriche di cuccioli dell’Est Europa, è un dramma biologico e che tale sistema, insieme con l’importazione selvaggia di queste povere creature, dovrebbe essere combattuto a livello istituzionale e disincentivato in ogni modo. Speriamo quindi che questo convegno sia solo lo sprone all’approfondimento di una delle molte tematiche che riguardano i nostri cani, una che ci sta particolarmente a cuore fin dalla nostra fondazione e alla quale abbiamo dedicato molta attenzione, anche nell’identificazione di strategie da suggerire al mondo dell’allevamento sportivo.
Come si vede, il motto di ASETRA “voi diventate per sempre responsabili per quelli che avete addomesticato” di Saint-Exupery, è quanto mai attuale.

Barbara Gallicchio

 


 Decennale CBV

 

 

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A Roma il Comitato di Bioetica per la Veterinaria si fa portavoce contro il maltrattamento genetico.

La presa di coscienza riguardo al benessere fisico e mentale dei cani di razza pura non è materia recente. Al congresso WSAVA (Word Small Animal Veterinari Association) di Parigi nel 1967, dopo aver considerato il livello di aberrazione di certi soggetti, considerati “campioni” nelle loro tipologie, soprattutto Bulldog e altri brachicefali spinti, e considerando con preoccupazione che proprio questi individui erano guardati dagli allevatori come i prototipi ideali da perseguire, si attestava “ogni standard dovrebbe contenere una raccomandazione per il giudice della relativa razza che attiri l’attenzione su quei particolari che rivestono importanza ai fini della funzione fisiologica, della capacità di movimento e della integrità fisica” ma il commento di Eberhard Trumler sul suo “Hunde ernst genommen” del 1975 era: “ciò presuppone naturalmente che ci si renda conto in primo luogo che l’essere continuamente malato non rientra nella normalità dello stato fisico di un cane, ma è un segno inconfondibile di debolezza costituzionale”.
Il maltrattamento genetico è ben più grave del maltrattamento fisico di un singolo individuo, è da detestare e da perseguire come forma di crudeltà che ha conseguenze che si trasmettono da una generazione all’altra. Non possiamo ammettere che la storia del cane domestico, iniziata almeno 15-20.000 anni fa, svariati millenni prima dell’addomesticamento di qualunque altro animale o  pianta, sia sminuita nel suo valore bioculturale nella nostra stessa storia sociale e questa presa di coscienza deve tradursi in una decisa denuncia contro le molteplici selezioni incoerenti di cui siamo, spesso, testimoni passivi. Nell’ambito di queste selezioni incoerenti ci preme ricordare quella messa in atto sui cani da combattimento, la più odiosa proprio perché contro-evolutiva, essendo il cane una specie sociale obbligata.
L’approfondita conoscenza delle tante dimensioni contribuenti è base indispensabile per poter proporre interventi correttivi che dovranno obbligatoriamente coinvolgere e convincere tutte le categorie professionali e amatoriali che gravitano intorno all’allevamento del cane di razza e, tra queste figure, il Medico Veterinario Comportamentalista s’impone grazie a competenze specifiche che gli permettono di interpretare, valutare e spiegare comportamenti normali ma fuori contesto da comportamenti patologici, indirizzando verso una maggior comprensione dell’etologia e del percorso evolutivo della specie. Asetra vuole essere in prima linea nella divulgazione di questa tematica che, fin dal momento stesso della nostra fondazione, ci sta particolarmente a cuore.

Dott.ssa Barbara Gallicchio 

Associazione di Studi Etologici e Tutela della Relazione con gli Animali


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