Premesse legate all'allevamento

 

All'interno delle razze commercialmente vantaggiose si assiste alla comparsa, senza frontiere, di "fabbriche di cuccioli" o "puppy mill" il cui unico scopo è produrre il maggior numero possibile di cuccioli con cui invadere il mercato del compratore inesperto (pet-shop, fiere ecc).
In questo caso i riproduttori non sono soggetti ad alcun vaglio selettivo, se non quello di possedere una somiglianza morfologica con la tal razza;
si è potuto constatare che perdendo interesse per il temperamento, oltre che per la morfologia, c'è una generale tendenza, in questi cuccioli, a nervosismo, bassa soglia di reazione, disturbi su base ansiosa e aggressività, indipendentemente dalla razza, difetti aggravati da un allevamento mal condotto che non tiene conto delle necessità dell'età evolutiva. Vengono anche completamente disattese le più elementari premesse sanitarie riguardo alle patologie su base ereditaria, con conseguenze prevedibili.

Dovrebbe essere impossibile, per queste categorie di “allevamenti”, ricevere l’autorizzazione dell’uso di affisso e quindi il riconoscimento dell’ENCI, al momento ottenuto con la falsa dichiarazione di allevamento di solo 2, massimo 3 razze, e non revocato, anche se i controlli sarebbero di facile esecuzione.

L’allevamento selettivo deve essere l’unico a poter godere del riconoscimento, e dovrà essere differenziato quell’affisso che dimostra di seguire i canoni della selezione secondo rigore che non privilegi solo l’aspetto morfologico, ma soprattutto il carattere e gli aspetti legati alla salute, diversi da razza a razza.
L’allevatore dovrà inoltre mettere in pratica le conoscenze di base riguardo alle necessità etologiche degli animali, con particolare attenzione al periodo dello sviluppo –finestra di socializzazione- evitando di separare i cuccioli dalla madre prima dell’ottava settimana, a meno che non vi sia obbligato da circostanze di forza maggiore, per esempio agalassia o mastite o altra malattia della madre.
L’allevatore dovrà sottoporre il potenziale acquirente a accurata indagine, per valutarne motivazioni, volontà e conoscenze, indicando letture appropriate e suggerendo, al neofita, di partecipare con il cucciolo a corsi di educazione, puppy-party e quant’altro possa rivelarsi vantaggioso per il futuro della coppia cane-padrone, come l’iscrizione a club di razza o partecipazione a attività ludiche di gruppo.

L’allevatore dovrà responsabilizzarsi in caso il proprietario non possa più tenere il cane, onde evitare che l’animale venga mal tenuto da chi non lo vuole più, o addirittura abbandonato.
Tutto questo dovrebbe essere messo per iscritto in una sorta di decalogo dei doveri di chi acquisisce e di chi cede un cucciolo, e firmato da entrambe le parti, comprendendo alcune fondamentali assunzioni di responsabilità e la motivazione del proprietario.


Dovrebbe essere vietata la vendita di cuccioli nei negozi e nelle fiere itineranti.
Dovrebbe essere indagato a fondo il commercio in massa di cuccioli dai Paesi dell’est e, se possibile, vietato.
L’importazione di singoli soggetti da allevamenti di chiara fama non sarà toccata da questi divieti, fermo restando che i cuccioli potranno essere acquisiti all’età di 8 settimane.


Versione stampabile

Mappa del sito

 

E-mail