I lupi di Yellowstone e il Sindaco di Treviso

di Lorella Notari

Nel numero di luglio di “Scienze” c’è un interessantissimo articolo sull’effetto della re-introduzione dei lupi nel parco di Yellowstone.
In quel famoso parco gli alci, in assenza di predatori, si erano moltiplicati a dismisura e gli effetti per l’ecosistema avevano assunto caratteristiche preoccupanti. Gli alberi non crescevano più perché i germogli venivano sistematicamente brucati e laddove avrebbero dovuto esserci macchie di vegetazione a protezione e nutrimento di molti tipi di fauna (uccelli, scoiattoli…) si stava creando il deserto. Molti altri fattori andavano a minare l’equilibrio dell’ecosistema del parco; per esempio i castori non trovando materiale per costruire le loro dighe cominciavano a scomparire, e così pure le preziose costruzioni nei torrenti, la cui assenza a sua volta andava a causare altri squilibri del territorio.
La reintroduzione del lupo, circa 10 anni or sono, sembra ora aver dato dei buoni risultati: gli alberi ricrescono, ricompare la piccola fauna, ricompaiono i castori con le loro dighe…
La diminuzione del numero degli alci, grazie alla reintroduzione dei predatori, sembra aver riequilibrato il sistema.
Leggendo questo articolo mi è sorta una riflessione: cosa accadrebbe se eliminassimo i cani dalle città, dalla nostra vita di uomini del terzo millennio? Chi o che cosa sono le nostre alci, chi o che cosa sono i nostri alberi e la nostra piccola fauna a rischio di estinzione?
I cani sporcano, mordono, disturbano e a molti spaventano, così come i lupi di Yellowstone predavano le alci e a volte qualche capo di bestiame, ragione per la quale gli agricoltori del posto li hanno da sempre perseguitati e ora, naturalmente, protestano per la loro reintroduzione. Ma qualche capo di bestiame non può pesare quanto il recupero dell’equilibrio ecologico.
Recentemente uno studio sull’effetto della presenza di un cane nelle famiglie ha fornito risultati preliminari che danno da pensare: i giovani con cani sembrano essere persone più responsabili, più capaci di fare e gestire le proprie scelte e di relazionarsi con il prossimo e con la realtà :
http://www.ocimonline.it
Altri studi sembrano dimostrare che i bambini che convivono con i cani siano più capaci di esprimersi e di comprendere le espressioni e lo stato d’animo degli altri. Siamo davvero disposti a rischiare di scoprire cosa succederà in un mondo senza cani?
Ancora non sappiamo che cosa aumenterà a dismisura e che cosa rischierà di scomparire se il cane, che per millenni è stato così importante nella nostra storia di uomini, smetterà di essere una presenza normale nella nostra quotidianità urbana. Personalmente preferirei non scoprirlo.


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