Bevi a fondo, o non bere affatto, al Fonte Pierio

 

Dicembre 2007

Considerazioni di fine anno:
bevi a fondo, o non bere affatto, al Fonte Pierio

 

Rubo il titolo e l’argomento a uno degli ultimi saggi (postumi) di uno dei miei autori più intimi. Intimo perché sono letteralmente cresciuta con il periodico apparire nella mia vita degli scritti, incredibilmente dotti e al tempo stesso accattivanti nello svolgimento, di Stephen Jay Gould.  Il famoso paleontologo e studioso della scienza ha lasciato questo mondo e i suoi lettori restano con quel senso di vuoto che caratterizza la sparizione di un amico, un maestro e una mente straordinaria.
L’argomento in questione è l’apprendimento e il saggio inizia con la citazione dei versi dell’ Essay on Criticism di Alexander Pope:

A little learning is a dangerous thing;
Drink deep, or taste not the Pierian Spring;
There shallow draughts intoxicate the brain;
And drinking largely sobers us again.

Un po’ di apprendimento è sempre deleterio;
Bevi a fondo, o non bere affatto, al fonte Pierio;
L’acqua superficiale ti ubriaca la mente;
Bevendo a grandi sorsi puoi tornare cosciente.

*la Pieria è un distretto nella Tessaglia settentrionale presunto luogo di residenza delle Muse, il Fonte Pierio diviene quindi, allusivamente, la fonte dell’apprendimento e della conoscenza.

Quanto può essere deleterio accontentarsi di una cultura scientifica pericolosamente superficiale?
Tutti i giorni abbiamo a che fare con i danni provocati dalla scarsa volontà di approfondire la conoscenza, accontentandosi di letture o audizioni che si accumulano alla ricerca di facili soluzioni pratiche, di un “metodo” accompagnato da manuale d’uso il più conciso possibile. Si tratta di errore basilare nell’approccio alla scienza, errore che nasce nella giovanissima età e spesso a causa degli educatori cui la nostra crescita culturale viene affidata. La scienza non può non affascinare le giovani menti, è nella natura del bambino porsi domande e cercare risposte sull’essenza delle cose, sui fatti e princìpi del mondo che ci circonda e come potrebbe essere altrimenti?
Insegnanti mediocri non sono in grado di trasmettere la passione per la scoperta e per la ricerca, non avendole essi in prima persona mai avute oppure tentano di acquisire lo status di scienziato rendendo le loro materie difficili e inarrivabili utilizzando un linguaggio criptico che solo pochi adepti possono decodificare. Nutrire e salvare l’amore per la conoscenza ricade sugli insegnanti e se naturalmente solo una piccola percentuale della popolazione acquisisce le abilità altamente tecniche che creano una comprensione professionale nella scienza, essa può divenire comunque parte integrante della cultura di ognuno.
Occorre però distinguere l’apprendimento, o una comprensione viscerale ottenuta con lunghi sforzi ed esperienza, dalla mera conoscenza, che può essere meccanicamente copiata da un libro. E per l’appunto, sempre nel campo professionale che ci appartiene, assistiamo al moltiplicarsi di offerte di istruzione, corsi, seminari, “clinic”, che promettono sbocchi improponibili saltando appunto a piè pari il lungo cammino che invece è indispensabile per acquisire la vera competenza.
Ecco quindi che nel mondo variegato in cui ci muoviamo, quello dello studio, della prevenzione e della cura di problemi comportamentali degli animali d’affezione, ci troviamo tutti i giorni a fronteggiare le informazioni più incredibili che pervengono agli utenti, cioè le famiglie (che si trovano a condividere la vita con creature che la storia dell’umanità ha portato nelle nostre case in modo naturale e spontaneo); informazioni e affermazioni che spesso sono incomprensibili anche a chi è abituato a confrontarsi con figure molto differenziate per curriculum e formazione.
Abbiamo sentito che per ogni gatto in appartamento sono necessari 100 metri quadrati di territorio, che i cuccioli non devono essere lasciati in casa fuori dalla gabbia, che non bisogna disporre oggetti e giocattoli da rosicchiare altrimenti il cane impara che in casa si possono mordere le cose, che tutti gli animali sono uguali e le differenze nei loro comportamenti sono solo dovute ai loro proprietari, che è indispensabile sterilizzare tutti i cani e gatti prima della pubertà, che l’unico modo corretto e salubre per nutrire un animale è dargli alimenti commerciali adatti per ogni fase della vita e potrei andare avanti per pagine e pagine.
Come si può battagliare continuamente con l’arroganza della superficialità e con la pubblicità? La diffusione di internet poi ha reso questa pseudo-cultura accessibile a tutti e senza confini: la lotta è improba e, in tutta onestà, perduta in partenza.
Cerchiamo allora di difendere la nostra competenza e professionalità: presto avremo un elenco di Medici Veterinari Comportamentalisti Asetra, un elenco di Scuole Cuccioli Asetra e un elenco di Educatori  Professionisti Asetra, tutti dotati di linee guida studiate e approvate per garantire uno standard di qualità. Ci piacerebbe anche riuscire a mettere infine in pratica il Test Cane e Padrone Buoni Cittadini Asetra che rimane l’unico validato e l’unico che richieda la partecipazione dei Veterinari Comportamentalisti.
Che altro possiamo fare? Tornando al saggio di Gould, cercare di emulare il primo istruttore della letteratura inglese, lo studente di Oxford che nei Racconti di Canterbury è l’uomo che aprì i due estremi della mente e del cuore, poiché con ugual piacere era disposto a imparare e a insegnare.

Barbara Gallicchio


 


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