Fateci capire...

Fateci capire…
la nuova Ordinanza Martini in materia di cani pericolosi (03.03.2009)

Sono passati pochi giorni dall’uscita della fin troppo annunciata nuova ordinanza e già i proprietari ci chiamano o si presentano a chiederci se davvero non potranno più portare il cane con il guinzaglio estensibile e se davvero dovranno conseguire un patentino, alcuni vogliono sapere se pensiamo che il loro sia un cane “impegnativo”e se le  ASL  li convocheranno.
Fateci capire, quindi, qual è lo scopo di questo nuovo testo, di questa nuova immancabile burocratizzazione della nostra vita, di nuove complicazioni per le persone per bene e i loro bravi cani.
Ci dicono che gli animali sono tutti uguali e non esistono cani pericolosi in base alla razza, questo nonostante A.S.E.T.R.A. abbia cercato di portare a conoscenza il Ministero dell’esistenza, al contrario, di differenze evidenti proprio nella pericolosità quando avviene una aggressione: tutti i cani possono mordere, ma quando ti morde un cane da presa i danni alla vittima sono spesso particolarmente gravi.
Valeva forse la pena di chiedersi come mai in tanti Paesi siano state fatte distinzioni a seguito di aggressioni con esiti devastanti o fatali in cui erano coinvolte solo particolari tipologie. Già le statistiche di questi fenomeni sarebbero indicative.
Alcune razze e tipologie portano con sé la storia della loro selezione e questa storia può aver favorito individui con eccessiva impulsività, reattività, territorialità, possessività, tenacia nella presa, propensione a reagire allo stress con attacchi offensivi, questo li rende imprevedibili e perciò molto più pericolosi in quanto il proprietario non riesce a rendersi conto di quanto succede e spesso, il cane che morde lo fa in modo fulmineo. E’ un fatto che molti degli episodi drammatici di cronaca siano stati effettuati da cani che non avevano mai morso prima dell’evento. La selezione per certe caratteristiche è stata ricercata dal selezionatore – un essere umano – e alcune razze e tipologie hanno caratteristiche comportamentali che li rendono poco o per nulla adattabili a una normale famiglia in un contesto urbano. Le vittime sono i cani e rifiutare di ammettere questo evidente stato di fatto significa difendere chi fa commercio di cani “da presa/combattimento” e chi li desidera per il loro appeal di ‘guerrieri’, non difendere i cani. Non potremo mai combattere il maltrattamento genetico se ci si ostina a affermare che i cani sono tutti uguali.

Saranno i Veterinari, recita l’ordinanza, a riconoscere i cani “impegnativi” e comunicare ai Servizi Veterinari che i loro proprietari devono seguire un corso che permetterà il conseguimento di un “patentino”, percorso formativo che sarà a spese del proprietario stesso. Come Veterinari Comportamentalisti siamo sconcertati di fronte alla pretesa che noi si avvisi dell’esistenza di questo animale impegnativo violando la privacy e la riservatezza del rapporto con il cliente.. Non possiamo che essere allarmati in modo particolare di questa sezione del testo perché porterà a una diminuzione della fiducia nei nostri confronti e certamente a una tendenza a nascondere al veterinario curante qualsiasi problema di comportamento che dovesse insorgere tra le mura domestiche.
Fateci capire come saranno strutturati questi corsi, quali i docenti, quali i costi. E se come esperti della materia non fossimo affatto d’accordo sul contenuto, sugli insegnanti, sul tipo di esame? Fateci capire poi per quale arcano il Flexi, il popolarissimo guinzaglio estensibile che tanto piace ai cani e permette loro una certa libertà di movimento, non sarà più legale. Forse risultano, al Ministero, non certo a noi, centinaia di aggressioni statisticamente connesse con l’uso di questi e non di altri guinzagli?
Fateci capire, soprattutto, come si può pensare di obbligare TUTTI i proprietari di TUTTI i cani a comprare una museruola da portare sempre con sé e da indossare in caso di bisogno. Non sappiamo chi abbia consigliato questa parte del testo, ma chiunque abbia un minimo di esperienza o competenza sa che mettere la museruola a un cane mentre è dominato da un’emozione negativa, come quelle che sottostanno ai comportamenti aggressivi, è una manovra rischiosa soprattutto per il proprietario. Ma perché le persone con i loro bravi cani dovrebbero portarsi sempre dietro una museruola di cui non hanno bisogno?

Asetra si dissocia da questa ordinanza, che costituisce ancora una volta un danno per la qualità della relazione fra i cani e le persone, un peggioramento nella libertà, un disincentivo all’adozione, un pericolo perché saranno tanti che, convinti dalle parole del testo che recitano ‘…Come confermato dalla letteratura scientifica di Medicina Veterinaria, non è possibile stabilire  il rischio di una maggiore aggressività  di un cane sulla base dell’appartenenza ad una  razza o ai suoi incroci’, adotteranno cani particolari che poi non saranno in grado di gestire, con o senza patentino. Leggi del Codice civile e penale e il Regolamento di Polizia Veterinaria contenevano e contengono già quanto necessario per sottolineare la totale responsabilità, civile e penale, di chiunque non impedisce un evento che arrechi qualunque danno.
Occorre veramente ricordare ancora che le capacità di allevare un cucciolo normale sono già dentro di noi, frutto di decine di migliaia di anni di evoluzione che hanno forgiati  uomini e cani rendendoci adatti e adattati a vivere insieme?
  
A.S.E.T.R.A


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