Lettera aperta di Asetra al Sindaco di Milano Albertini

MILANO NEMICA DEI CANI
di Barbara Gallicchio


Da un anno a questa parte Milano può essere considerata città nemica dei cani e delle persone che li posseggono.
Il Vicesindaco De Corato ha istituito una task force di 60 vigili che, in borghese, pattugliano giardini e vie alla ricerca di cittadini che lasciano i loro animali liberi dal guinzaglio, e che secondo l’Amministrazione comunale compiono un crimine considerato “lesivo del decoro urbano”. Negli ultimi 12 mesi, sono state più di 4.500 le multe da 50 € ciascuna. Solo una piccolissima parte di queste sono riferite al fatto di non aver raccolto gli escrementi (che sarebbe comprensibile oltraggio al decoro), mentre la maggior parte riguardano cani sciolti.
Asetra vuole ricordare che da quando l’umanità ha imparato a addomesticare gli animali, iniziando proprio dal lupo, sono passati probabilmente 40 o 50.000 anni. Un tempo lunghissimo, un terzo della nostra storia sociale, umana e moderna. Da allora il cane non si è mai più staccato, ed è tra noi anche a ricordarci il passato nel quale eravamo capaci, forse più di adesso, di comprendere la nostra essenza animale. I cani da allora non hanno smesso di aiutarci nella relazione con tutte le cose della natura.
Molti dei nostri esperti sostengono che i bambini sono attratti dai cani proprio perché condividono con loro una storia così integrata, da determinare grande intimità, complicità, rapporti famigliari, sensazione di benessere nella vicinanza e di disagio quando si ha distacco. Molti specialisti hanno descritto con efficacia i benefici concreti offerti dalla relazione con gli animali, particolarmente con i cani, non tanto nella terapia, quanto piuttosto nel vivere insieme e affezionarsi. Sono enormi i vantaggi che si ottengono nell’età difficile dello sviluppo infantile e adolescenziale. Si ha crescita dell’autostima, del senso di responsabilità, delle capacità comunicative e sociali, della resistenza alle droghe, della tendenza a compiere crimini minori e della minor probabilità di ricadute in questi stessi errori dopo una detenzione. Per molte persone il cane può essere l’unica presenza, quasi un parente, perché di rapporto parentale stiamo parlando. Una presenza viscerale e istintiva, capace di assicurare incommensurabili vantaggi nella terza età, di combattere efficacemente la solitudine e di restituire l’opportunità di avere qualcuno da accudire, qualcuno per cui si è indispensabili e che lo dimostra continuamente con lo sguardo. Uno sguardo adorante. E’ stato detto infatti che il cane è l’unica creatura che ha conosciuto il suo Dio.
Non vi è mai un momento sbagliato per stare con noi, non per il cane, per lui è veramente importante starci vicino a condividere gli atti della vita quotidiana. La più naturale di tutte le condivisioni è una passeggiata. Il cane deve essere libero di seguirci, e nel contempo di esplorare il mondo in cui lo conduciamo. Un cane normalmente cresciuto è capace di non fare alcun danno, unito a noi da un legame ben più solido del guinzaglio.
Proprio il guinzaglio è anzi il più terribile mezzo di isolamento dalle interazioni ambientali e sociali. Il cane allevato continuamente legato non sarà mai rilassato perché non potrà essere cosciente delle proprie capacità espressive e comunicative. Altrettanto incosciente sarà chi lo conduce o trattiene. La personalità dell’animale dipende in gran parte dalla libertà in cui è cresciuto. Si tratta di libertà di decidere, di fare una corsa con un altro cane, di rotolarsi nel prato, di allontanarsi senza mai perdersi mantenendo il contatto visivo e acustico con il suo partner umano. Anche per i bambini la costrizione è un ostacolo allo sviluppo corretto. Infatti quelli che noi definiamo “ben socializzati” sono i cani cresciuti con la spontanea naturalezza di chi sa costruire un rapporto basato sull’affetto e sul senso di appartenenza. Quattrocento milioni di cani vivono sul pianeta, duecento milioni sono semirandagi, i cosiddetti “cani di villaggio”, gli altri hanno una famiglia d’adozione, sessanta milioni nei Paesi europei e centroasiatici, cento milioni nel Nord America. Tutte le città progredite cercano di adottare le disposizioni della Risoluzione di Ginevra basate sulle indicazioni della Società Internazionale per la relazione uomo-animali (IAHAIO) favorendo un ambiente cittadino nel quale coloro che posseggono animali, particolarmente cani, non siano discriminati nei loro diritti di andare in ogni luogo anzi sia favorita la possibilità di tenere gli animali in modo consono alle loro necessità, che sono anche legate al loro comportamento. Il benessere, per gli animali come per le persone, è anche poter esprimere i normali comportamenti. Si tratta di uno dei diritti fondamentali dell’animale secondo la “Carta Internazionale dei Diritti dell’Animale”. Il cane è, al di là di ogni dubbio, un corridore e un animale sociale, impedirgli di correre e di interagire configura un illecito che può essere definito senza dubbi come un maltrattamento.
l’Amministrazione di Milano sta obbligando i cittadini cinofili a imporre un maltrattamento ai cani, oppure a pagare multe che vengono ripetute giorno per giorno e divengono quindi intollerabili.
In Italia si riconosce istituzionalmente la figura del “cane di quartiere”, quei cani che non hanno un padrone e sono nutriti dalla Comunità, che sono identificati, sterilizzati e reimmessi nel loro territorio. Ciò a Milano non accade, ma in molte altre città i “cani di quartiere” sono ampiamente accettati ed è riconosciuto il loro diritto di esistere liberi. Come è possibile allora che un cane di proprietà sciolto dal guinzaglio sia considerato oltraggioso per il decoro cittadino? L’Amministrazione si vanta di aver fatto elevare oltre 4500 multe per cani senza guinzaglio definiti… oltraggiosi per il decoro municipale. Altri, e noi di Asetra con loro, aiutati da un ben diverso orientamento culturale, vedono oltraggioso il modo con cui si tenta di togliere ai cani stessi quel diritto di cittadinanza che spetta loro per aver partecipato alla storia e alla preistoria dell’umanità fin da 40.000 anni prima di oggi.
Avere animali con sé è normale conseguenza della nostra storia naturale e sociale . Non è consigliabile vivere separati dalla realtà biologica di cui facciamo parte. Se consideriamo indecoroso un cane sciolto, città come Milano saranno sempre più vuote, povere e inospitali.
Così cammineremo per le vie milanesi, con un parente al guinzaglio, bella espressione di Danilo Mainardi, che sottolinea ciò che pare ovvio agli occhi dello studioso e dà la misura della libertà che svanisce, con il residuo della nostra umanità.


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